Omaggio a Goffredo Parise

images-5OMAGGIO A GOFFREDO PARISE
da “Il Ragazzo Morto e le comete” ai “Sillabari”
Lettura e musica
con Martina Pittarello e Gabriele Grotto (batteria e percussioni)

«Lui aveva quindici anni; mi diceva sempre che ero il suo più grande amico. Era così, infatti; chi ci vedeva mai se non a braccetto insieme? A casa mia, in giro per le strade, al cinema, seduti sotto i monumenti con un gelo maledetto, in bicicletta uno sopra l’altro, dappertutto. Nessuno ci ha mai visti sulla bicicletta di mia madre? Nessuno? Peccato! (…) Io guidavo mentre lui stava in equilibrio sul manubrio, pronto a saltare a ogni cunetta. Andavamo per le strade vicino alla stazione, tutte una buca per le bombe che le avevano squassate e per le macerie che le ingombravano. I freni se n’erano andati da moltissimo tempo ma le gomme, piene di bugne e di rattoppi provvisori, resistevano a qualunque colpo». da “Il ragazzo morto e le comete”.

Nel 1950 Goffredo Parise, allora ventenne e del tutto sconosciuto, propone a un editore della sua città un temerario romanzo «lirico e cubista” sull’amicizia tra due ragazzi: un romanzo interamente ambientato a Vicenza, l’anno dopo la fine della guerra. E’ Il ragazzo morto e le comete, un libro onirico e fantastico, in cui gli schemi del romanzo realista sono stravolti, in nome di un ritmo intimo, ma anche cinematografico, che allude alla fiaba.
Dalla lettura e dal racconto di questo suo primo romanzo, si attraverseranno alcuni brevi racconti, poco conosciuti e i Reportage- tra i quali il noto reportage dal Vietnam- per approdare infine alla lettura di alcune voci dei “Sillabari”.
Letture diverse per ritmo, stile e tematiche che possano rendere testimonianza del brillante e variegato talento dello scrittore.

Lascia un commento